tienimi per la mano, accompagnami
voglio arrivare con te fin sulla luna
di notte
quando è splendida e bianca
per sfiorare quella rena fine
e disegnare arabeschi sull’oscuro
voglio frizzare nella scia di stelle
e cadere nel mare
di ritorno
sollevando alti spruzzi iridescenti

che dici?

il firmamento

non è adatto

alla sopravvivenza dei mortali?

hai ragione

però la fantasia

non ha bisogno di respiratori

non inchiodarmi l’ali sulla terra
una farfalla
muore strisciando
se non può volare

la foto è tratta da Infinito di Luigi Ghirri

koudelka

sembra un dato di fatto che l’uomo – e forse la donna ancora di più – abbia bisogno di una certa dose di finzione, vale a dire, abbia bisogno dell’immaginario oltre che dell’accaduto e del reale.

Preferisco dire che ha bisogno di conoscere il possibile oltre che il vero, le congetture e le ipotesi e i fallimenti oltre ai fatti, ciò che è stato tralasciato e ciò che sarebbe potuto essere oltre a quello che è stato.

Ogni percorso si compone anche delle nostre perdite e dei nostri rifiuti, delle nostre omissioni e dei nostri desideri insoddisfatti, di ciò che una volta abbiamo tralasciato o non abbiamo scelto o non abbiamo ottenuto, delle numerose possibilità che nella maggior parte dei casi non sono giunte a realizzarsi, delle nostre esitazioni e dei nostri sogni, dei progetti falliti e delle aspirazioni false o deboli, delle paure che ci hanno paralizzati, di ciò che abbiamo abbandonato e di ciò che ci ha abbandonati.

Forse consistiamo tanto in ciò che siamo quanto in ciò che siamo stati, tanto in ciò che è verificabile e quantificabile e rammemorabile quanto in ciò che è più incerto, indeciso e sfumato, forse siamo fatti in ugual misura di ciò che è stato e di ciò che avrebbe potuto essere.

Tutti viviamo, in maniera parziale ma permanente, subendo l’inganno oppure praticandolo, raccontando soltanto una parte, nascondendo un’altra parte e mai le stesse parti alle diverse persone che ci circondano.

E tuttavia, a quel che sembra, non siamo del tutto capaci di abituarci a ciò. E quando scopriamo che qualcosa non era come l’abbiamo vissuto – un amore o un’amicizia, una situazione politica o una aspettativa comune e addirittura nazionale – ci si presenta nella vita reale quel dilemma che può tormentarci così tanto e che in grande misura è il terreno della finzione: non sappiamo più com’è stato per davvero ciò che ci sembrava certo, non sappiamo più come abbiamo vissuto ciò che abbiamo vissuto, se è stato quello che abbiamo creduto fino a quando siamo stati ingannati o se dobbiamo gettare tutto quanto nel sacco senza fondo dell’immaginario e tentare di ricostruire i nostri passi alla luce della rivelazione presente e del disinganno.

La più completa delle biografie non è fatta d’altro che di frammenti irregolari e di scampoli scoloriti, anche la propria biografia. Crediamo di poter raccontare le nostre vite in maniera più o meno ragionata e precisa, e quando cominciamo ci rendiamo conto che sono affollate di zone d’ombra, di episodi non spiegati e forse inesplicabili, di scelte non compiute, di opportunità mancate, di elementi che ignoriamo perché riguardano gli altri, di cui è ancora più arduo sapere tutto o sapere qualcosa.

L’inganno e la sua scoperta ci fanno vedere che anche il passato è instabile e malsicuro, che neppure ciò che in esso sembra ormai fermo e assodato lo è per una volta e non per sempre, che ciò che è stato è composto anche da ciò che non è stato, e che ciò che non è stato può ancora essere.

- Javier Marais -

la foto è di Joseph Koudelka

chiamami per nome

15 Gennaio 2009

stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus

Il nome ci rende umani.

Questi sono i nomi di duecentodieci bambini e ragazzi dai tre mesi ai diciotto anni uccisi a Gaza.

Ad oggi sono più di trecento.

I feriti sono centinaia, intrappolati su quella striscia di terra,  senza via di scampo.

Quanti ancora?

Date Name Gender Age
27/12/2008 Ibtihal Kechko Girl 10
Ahmed Riad Mohammed Al-Sinwar Boy 3
Ahmed Al-Homs Boy 18
Ahmed Rasmi Abu Jazar Boy 16
Ahmed Sameeh Al-Halabi Boy 18
Tamer Hassan Al-Akhrass Boy 5
Hassan Ali Al-Akhrass Boy 3
Haneen Wael Mohammed Daban Girl 15
Khaled Sami Al-Astal Boy 15
alaat Mokhless Bassal Boy 18
Aaed Imad Kheera Boy 14
Abdullah Al-Rayess Boy 17
Odai Hakeem Al-Mansi Boy 4
Allam Nehrou Idriss Boy 18
Ali Marwan Abu Rabih Boy 18
Anan Saber Atiyah Boy 13
Camelia Al-Bardini Girl 10
Lama Talal Hamdan Girl 10
Mohammed Jaber Howeij Boy 17
Nimr Mustafa Amoom Boy 10
29/12/2008 Ismail Talal Hamdan Boy 10
Ahmed Ziad Al-Absi Boy 14
Ahmed Youssef Khello Boy 18
Ikram Anwar Baaloosha Girl 14
Tahrier Anwar Baaloosha Girl 17
Jihad Saleh Ghobn Boy 10
Jawaher Anwar Baaloosha Girl 8
Dina Anwar Baaloosha Girl 7
Samar Anwar Baaloosha Girl 6
Shady Youssef Ghobn Boy 12
Sudqi Ziad Al-Absi Boy 3
Imad Nabeel Abou Khater Boy 16
Lina Anwar Baaloosha Girl 7
Mohammed Basseel Madi Boy 17
Mohammed Jalal Abou Tair Boy 18
Mohammed Ziad Al-Absi Boy 14
Mahmoud Nabeel Ghabayen Boy 15
Moaz Yasser Abou Tair Boy 6
Wissam Akram Eid Girl 14
30/12/2008 Haya Talal Hamdan Girl 8
31/12/2008 Ahmed Kanouh Boy 10
Ameen Al-Zarbatlee Boy 10
Mohammed Nafez Mohaissen Boy 10
Mustafa Abou Ghanimah Boy 16
Yehya Awnee Mohaissen Boy 10
Ossman Bin Zaid Nizar Rayyan Boy 3
Assaad Nizar Rayyan Boy 2
Moaz-Uldeen Allah Al-Nasla Boy 5
Aya Nizar Rayyan Girl 12
Halima Nizar Rayyan Girl 5
Reem Nizar Rayyan Boy 4
Aicha Nizar Rayyan Girl 3
Abdul Rahman Nizar Rayyan Boy 6
Abdul Qader Nizar Rayyan Boy 12
Oyoon Jihad Al-Nasla Girl 16
Mahmoud Mustafa Ashour Boy 13
Maryam Nizar Rayyan Girl 5
01/01/2009 Hamada Ibrahim Mousabbah Boy 10
Zeinab Nizar Rayyan Girl 12
Sujud Mahmoud Al-Derdesawi Girl 10
Abdul Sattar Waleed Al-Astal Boy 12
Abed Rabbo Iyyad Abed Rabbo Al-Astal Boy 10
Ghassan Nizar Rayyan Boy 15
Christine Wadih El-Turk Boy 6
Mohammed Mousabbah Boy 14
Mohammed Iyad Abed Rabbo Al-Astal Boy 13
Mahmoud Samsoom Boy 16
Ahmed Tobail Boy 16
Ahmed Sameeh Al-Kafarneh Boy 17
Hassan Hejjo Boy 14
Rajeh Ziadeh Boy 18
Shareef Abdul Mota Armeelat Boy 15
Mohammed Moussa Al-Silawi Boy 10
Mahmoud Majed Mahmoud Abou Nahel Boy 16
Mohannad Al-Tatnaneeh Boy 18
Hani Mohammed Al-Silawi Boy 10
01/01/2009 Ahmed Al-Meshharawi Boy 16
Ahmed Khodair Sobaih Boy 17
Ahmed Sameeh Al-Kafarneh Boy 18
Asraa Kossai Al-Habash Girl 10
Assad Khaled Al-Meshharawi Boy 17
Asmaa Ibrahim Afana Girl 12
Ismail Abdullah Abou Sneima Boy 4
Akram Ziad Al-Nemr Boy 18
Aya Ziad Al-Nemr Girl 8
Ahmed Mohammed Al-Adham Boy 1
Akram Ziad Al-Nemr Boy 13
Hamza Zuhair Tantish Boy 12
Khalil Mohammed Mokdad Boy 18
Ruba Mohammed Fadl Abou-Rass Girl 13
Ziad Mohammed Salma Abou Sneima Boy 9
Shaza Al-Abed Al-Habash Girl 16
Abed Ziad Al-Nemr Boy 12
Attia Rushdi Al-Khawli Boy 16
Luay Yahya Abou Haleema Boy 17
Mohammed Akram Abou Harbeed Boy 18
Mohammed Abed Berbekh Boy 18
Mohammed Faraj Hassouna Boy 16
Mahmoud Khalil Al-Mashharawi Boy 12
Mahmoud Zahir Tantish Boy 17
Mahmoud Sami Assliya Boy 3
Moussa Youssef Berbekh Boy 16
Wi’am Jamal Al-Kafarneh Girl 2
Wadih Ayman Omar Boy 4
Youssef Abed Berbekh Boy 10
05/01/2009 Ibrahim Rouhee Akl Boy 17
Ibrahim Abdullah Merjan Boy 13
Ahmed Attiyah Al-Semouni Boy 4
Aya Youssef Al-Defdah Girl 13
Aya Al-Sersawi Girl 5
Ahmed Amer Abou Eisha Boy 5
Ameen Attiyah Al-Semouni Boy 4
Hazem Alewa Boy 8
Khalil Mohammed Helless Boy 12
Diana Mosbah Saad Girl 17
Raya Al-Sersawi Girl 5
Rahma Mohammed Al-Semouni Girl 18
Ramadan Ali Felfel Boy 14
Rahaf Ahmed Saeed Al-Azaar Girl 4
Shahad Mohammed Hijjih Girl 3
Arafat Mohammed Abdul Dayem Boy 10
Omar Mahmoud Al-Baradei Boy 12
Ghaydaa Amer Abou Eisha Girl 6
Fathiyya Ayman Al-Dabari Girl 4
Faraj Ammar Al-Helou Boy 2
Moumen Alewah Boy 9
Moumen Mahmoud Talal Alaw Boy 10
Mohammed Amer Abu Eisha Boy 8
Mahmoud Mohammed Abu Kamar Boy 15
Marwan Hein Kodeih Girl 6
Montasser Alewah Boy 12
Naji Nidal Al-Hamlawi Boy 16
Nada Redwan Mardi Girl 5
Hanadi Bassem Khaleefa Girl 13
06/01/2009 Ibrahim Ahmed Maarouf Boy 14
Ahmed Shaher Khodeir Boy 14
Ismail Adnan Hweilah Boy 15
Aseel Moeen Deeb Boy 17
Adam Mamoun Al-Kurdee Boy 3
Alaa Iyad Al-Daya Girl 8
Areej Mohammed Al-Daya Girl 3 months
Amani Mohammed Al-Daya Girl 4
Baraa Ramez Al-Daya Girl 2
Bilal Hamza Obaid Boy 15
Thaer Shaker Karmout Boy 17
Hozaifa Jihad Al-Kahloot Boy 17
Khitam Iyad Al-Daya Girl 9
Rafik Abdul Basset Al-Khodari Boy 15
Raneen Abdullah saleh Girl 12
Zakariya Yahya Al-Taweel Boy 5
Sahar Hatem Dawood Girl 10
Salsabeel Ramez Al-Daya Girl 6 months
Sharafuldeen Iyad Al-Daya Boy 7
Doha Mohammed Al-Daya Girl 5
Ahed Iyad Kodas Boy 15
Abdullah Mohammed Abdullah Boy 10
Issam Sameer Deeb Boy 12
Alaa Ismail Ismail Boy 18
Ali Iyad Al-Daya Boy 10
Imad Abu Askar Boy 18
Filasteen Al-Daya Girl 5
Kamar Mohammed Al-Daya Boy 3
Lina Abdul Menem Hassan Girl 10
Unidentified Boy 9
Unidentified Boy 15
Mohammed Iyad Al-Daya Boy 6
Mohammed Bassem Shakoura Boy 10
Mohammed Bassem Eid Boy 18
Mohammed Deeb Boy 17
Mohammed Eid Boy 18
Mustafa Moeen Deeb Boy 12
Noor Moeen Deeb Boy 2
Youssef Saad Al-Kahloot Boy 17
Youssef Mohammed Al-Daya Boy 1
07/01/2009 Ibrahim Kamal Awaja Boy 9
Ahmed Jaber Howeij Boy 7
Ahmed Fawzi Labad Boy 18
Ayman Al-Bayed Boy 16
Amal Khaled Abed Rabbo Girl 3
Toufic Khaled Al-Khahloot Boy 10
Habeeb Khaled Al-Khahloot Boy 12
Houssam Raed Sobeh Boy 12
Hassan Rateb Semaan Boy 18
Hassan Ata Hassan Azzam Boy 2
Redwan Mohammed Ashoor Boy 10
Suad Khaled Abed Rabbo Girl 6
Samar Khaled Abed Rabbo Girl 2
Abdul Rahman Mohammmed Ashoor Boy 12
Fareed Ata Hassan Azzam Boy 13
Mohammed Khaled Al-Kahloot Boy 15
Mohammed Samir Hijji Boy 16
Mohammed Fareed Al-Maasawabi Boy 16
Mohammed Moeen Deeb Boy 17
Mohammed Nasseem Salama Saba Boy 16
Mahmoud Hameed Boy 17
Hamam Issa Boy 1
08/01/2009 Anas Arif Abou Baraka Boy 7
Ibrahim Akram Abou Dakkka Boy 12
Ibrahim Moeen Jiha Boy 15
Baraa Iyad Shalha Girl 6
Basma Yasser Al-Jeblawi Girl 5
Shahd Saad Abou Haleema Girl 15
Azmi Diab Boy 16
Mohammed Akram Abou Dakka Boy 14
Mohammed Hikmat Abou Haleema Boy 17
Ibrahim Moeen Jiha Boy 15
Matar Saad Abou Haleema Boy 17
09/01/2009 Ahmed Ibrahim Abou Kleik Boy 17
Ismail Ayman Yasseen Boy 18
Alaa Ahmed Jaber Girl 11
Baha-Uldeen Fayez Salha Girl 5
Rana Fayez Salha Girl 12
Rola Fayez Salha Girl 13
Diyaa-Uldeen Fayez Salah Boy 14
Ghanima Sultan Halawa Girl 11
Fatima Raed Jadullah Girl 10
Mohammed Atef Abou Al-Hussna Boy

fonte Al Jazeera

spirali e turbini

13 Gennaio 2009

foto01342

¤

Non mi aspettavo niente, quel giorno.

Eppure, in qualche angolo segreto della mente o forse altrove, nei luoghi remoti e inaccessibili che non ci è dato esplorare se non nella sostanza del sogno, doveva stare, ben nascosto, il presentimento di una possibilità.

Non si spiegherebbe altrimenti il fatto che, fra tanti luoghi, abbia scelto proprio quella piazza, esattamente di fronte a quelle finestre chiuse, come se intendessi, incontrandoti, spezzare il nodo di un incantesimo.

In fin dei conti ci conoscevamo bene avendo, entrambi, versato spesso l’ interiore sofferenza come si svuota un portacenere ricolmo in un cestino.

Certo, restava forte l’odore del fumo stantio, ma sarebbe stato sufficiente aprire finestre e porte, creare una corrente  vitale e turbinosa per respirare aria nuova.

Quella corrente d’intesa essenziale, scevra di valenze che non potessero riassumersi nel qui ed ora, che dal primo momento ha incatenato i nostri sguardi.

Nel tuo ho ritrovato la trasparenza d’un mare di bambina e in quel limpiore terso ho disciolto l’oscurità del mio.

Da allora abbiamo tagliato e cucito, alacri sarti, recidendo e mutando vincoli e legami incompatibili con questa strada che si delinea nel percorso.

Temiamo il progetto, noi due,  chè ne sappiamo  la vana presunzione.

Forse è per questo che è già passato un anno.

farfalla-viola

sotto la foto di Roberto Battiato canta insieme a Carmen Consoli.

dormi dormi

10 Gennaio 2009

La maestra ci ha detto una cosa, oggi.

Ah si,  cosa? – senza prestare troppa attenzione, presa dalla fretta di finire. di finire, che cosa?

Ha detto che c’è un posto dove i bambini stanno sotto la guerra.

Come si chiama questo posto? -  chiedo, sedendomi accanto a lei.

Palestina, mi pare.

Allora io ho pensato che, se c’era la guerra anche qui, il prato di fronte spariva e rimaneva solo la terra. Hai visto ho fatto anche rima, come nella poesia di ieri, quella delle stagioni. E poi  il palazzo là in fondo scoppiava e anche il nostro palazzo non era più marrone, ma diventava grigio e rotto e c’erano delle fessure e dei pezzi di ferro che uscivano dai muri, era tutto brutto, era tutto nero.

E tu?

Io? – stupore, assoluto stupore negli occhi.

Si tu, cosa fai?

Io non ci sono - e ride, ride perchè ho fatto una domnda stupida -  ma ti pare, mamma, che una bambina può stare dove c’è la guerra?

Già, che scema che sono, hai ragione. Non ci può stare, una bambina, non ci può stare proprio per niente.

Ci s’illude di proteggerli, di tenerli al riparo dal male del mondo: che se ne stia  lontano, via  dai loro occhi, dalle loro menti. Ma loro sanno, sempre, in un modo o nell’altro e immaginano e trovano la soluzione, l’unica giusta.

Lo so, è fastidioso, sarebbe meglio lasciarsi distrarre dal campionato di calcio o dalla neve a milano o dai  saldi di fine stagione, meglio ancora dalle ultime diatribe fra Malpensa e Fiumicino o dalle mie quotidiane preoccupazioni.

Tuttavia io scrivo piccole storie, solo questo so fare e neanche bene, e questa Storia mi sta addosso e mi raggiunge alle spalle, all’improvviso, mentre la vita scorre.

Mi fa tornare in mente un racconto di Edgar Allan Poe, La maschera della morte rossa , che ricordo ancora perfettamente, benchè lo abbia letto molti anni fa, quando ne divoravo avidamente le pagine, affascinata e inorridita da quel delirio lucido e claustrofobico.

Vi si narra la storia del ricco principe Prospero che, per sfuggire ad una terribile epidemia che imperversava in quei luoghi, si rinchiude in una magnifica magione con le sue dame e i suoi cavalieri e là danzano e gozzovigliano e gioiscono immemori, facendosi beffe del disperato mondo  là fuori, fino a quando, durante una festa straordinaria, la morte rossa, come un ladro nella notte, attraversa mura,  porte e chiavistelli e li raggiunge.

“Che il mondo esterno pensasse a se stesso: nel frattempo era follia addolorarsi o pensare. Il principe si era preoccupato di provvedere a tutti i mezzi di divertimento: vi erano buffoni, “improvisatori”, ballerini, musicanti, vi era la Bellezza, vi era il vino. Tutte queste cose e la sicurezza regnavano là dentro: fuori infuriava la “morte rossa”.

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La voce di Fabrizio De Andrè racconta e canta Sidùn.


Il Manifesto - 8 gennaio 2009

Il Manifesto - 8 gennaio 2009

APPELLO PER GAZA!

Appello a tutte le donne e uomini di buona volontà

Fermare la guerra a Gaza non è un obiettivo impossibile.

Sabato 17 gennaio 2009

ore 10.00

Incontriamoci ad Assisi

per la pace in Medio Oriente

in nome dei diritti umani e della legalità internazionale, gridiamo insieme:
“Fermatevi! Fermiamola!”

Quanti bambini, quante donne, quanti innocenti dovranno essere ancora uccisi prima che qualcuno decida di intervenire e di fermare questo massacro? Quanti morti ci dovranno essere ancora prima che qualcuno abbia il coraggio di dire basta?

La guerra deve essere fermata ora. Non c’è più tempo per la vecchia politica, per la retorica, per gli appelli vuoti e inconcludenti. E’ venuto il tempo di un impegno forte, autorevole e coraggioso dell’Italia, della comunità internazionale e di tutti i costruttori di pace per mettere definitivamente fine a questa e a tutte le altre guerre del Medio Oriente. Senza dimenticare il resto del mondo.

Giovani, donne, uomini, gruppi, associazioni, sindacati, enti locali, media, scuole, parrocchie, chiese, forze politiche: “a ciascuno di fare qualcosa!“

“Non ci sarà pace nel mondo finchè non regnerà in quelle terre piena pace. E tutti gli sforzi di pace in quelle terre avranno una ripercussione straordinaria sul pianeta intero.” Card. Carlo Maria Martini

I promotori dell’Appello “Dobbiamo fare la nostra scelta”

Tavola della Pace, Coordinamento Nazionale Enti Locali per la pace e i diritti umani, Acli, Agesci, Arci, Articolo 21, Cgil, Pax Christi, Libera – Associazioni Nomi e Numeri contro le mafie, Legambiente, Associazione delle Ong italiane, Beati i Costruttori di pace, Emmaus Italia, CNCA, Gruppo Abele, Cipsi, Banca Etica, Volontari nel Mondo Focsiv, Centro per la pace Forlì/Cesena, Lega per i diritti e la liberazione dei popoli (prime adesioni)

Perugia, 7 gennaio 2009

Per adesioni e informazioni:

Tavola della Pace, via della viola 1 (06100) Perugia Tel. 075/5736890 – fax 075/5739337 – e mail: segreteria@perlapace.itwww.perlapace.it

Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani,

via della Viola 1 (06100) Perugia – tel. 075/5722479 – fax 075/5721234

email: info@entilocalipace.itwww.entilocalipace.it

innocenti

7 Gennaio 2009

dicono che Pablo Picasso a un ufficiale tedesco, in visita al suo studio, che gli chiedeva: “avete fatto voi questo orrore, maestro?” rispose così: “no, è opera vostra”.

dicono anche che l’arazzo che riproduce Guernica, posto davanti alla sala del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, sia stato coperto da un drappo blu durante i mesi in cui i portavoce uscivano per commentare con i rappresentanti della stampa mondiale la discussione in corso sulla decisione di una guerra “preventiva” in Iraq.

in effetti è comprensibile il loro imbarazzo d’ipocriti.

forse sono un’ipocrita anch’ io.

avrei voluto mettere qui almeno una fra queste fotografie, ma non ho potuto.

hanno un che d’impudico, queste immagini terribili, qualcosa che mi obbliga a ritirarmi in riflessione, a mettermi da un canto in silenzio.

vorrei saper pregare, oggi, se avessi fede ogni cosa assumerebbe un senso, forse.

ma non ho fede nè fedi.

solo intelletto ed amore.

tuttavia, di fronte a questo orrore,  non ho voglia di tentare improbabili analisi politiche.

non mi interessa stabilire dove sia la ragione e dove il torto, sono una madre e sento questo dolore dentro me, mi appartiene.

Dite:

è faticoso frequentare bambini.

Avete ragione.

Poi aggiungete:

bisogna mettersi al loro livello,

abbassarsi,

inclinarsi,

curvarsi,

farsi piccoli.

Ora avete torto:

non è questo che vi stanca.

E’ piuttosto il fatto di essere obbligati

ad innalzarsi all’altezza dei loro sentimenti.

Tirarsi,

allungarsi,

alzarsi sulla punta dei piedi.

Per non ferirli.

- Janus Korczack -

* Janus Korczack è il nome d’arte di Henryk Goldszmit, nato a Varsavia nel 1879. E’ stato un’ eccezionale figura di pediatra e pedagogo, poeta e scrittore. Autore di testi fondamentali della letteratura infantile europea del ‘900, responsabile di un orfanotrofio nel ghetto di Varsavia, durante l’invasione nazista, rifiutò di salvarsi, abbandonando i suoi 192 bambini e, con loro, trovò la morte nel lager di Treblinka.


màgara e magherìa

6 Gennaio 2009

strega_con_scopa

parto

è questa la mia notte,

assieme alle sorelle,

vado

per ogni luogo e qualunque non luogo,

nelle tue fantasie inconfessate,

ove non osi,

là,

io sono,

oscura e luminosa,

ubiqua e irragionevole,

affamata.

guardami

là dove deliri,

peccati e peccatori
danzano ansimanti.

placida strega memore,

non avrò freddo nella notte scura, cristallizzata.

alita su me il fiato caldo,

pulsa frequente il battito del cuore quando desidera,

sotto la mano sapiente.

basta per infuocarmi, ossa e vene.

non temere, sarò su te stanotte.

non porto doni,

vengo a illuminarti

e a ridere.

befana.

la strega sulla scopa vuole il tuo profumo.

libera nos a malo

30 Dicembre 2008

Ogni volta che ho guardato il male negli occhi ho visto soltanto lo sguardo di un essere umano, uno come me.

La colse di sorpresa, quella prima volta,  mentre erano seduti sul letto a litigare per qualche motivo banale, di quelli che capitano spesso prima di convolare a giuste nozze, forse era la collocazione degli invitati sui banchi della chiesa o forse il colore dei fiori. Lei non se lo ricorda più, il motivo.

Lo schiaffo le arrivò in pieno viso e non vide più niente, c’era solo quell’ombra scura e grande che le incombeva addosso, nella semioscurità della stanza. Era una donna forte e non le mancava il coraggio, per questo si prese anche tutti quegli altri schiaffi e sempre si rialzò muovendo le mani a caso per agguantare l’ombra di quello sconosciuto. Poi uno schiaffo più violento la sbattè giù dal letto e lei rimase a terra a piangere sulle rovine della propria dignità.

Non ti sposo più – sussurrò rauca, riprendendo fiato e il controllo di sé stessa, ancora sul pavimento – non se ne fa niente.

Ma lui le chiese scusa e giurò e spergiurò che non sarebbe accaduto mai più, mai più, mai più, mai più.

Così si addormentarono insieme, abbracciati.

La mattina dopo lei era sorda da un orecchio e priva di voce. Non potè parlare per una settimana intera e non capiva perché.

Giustificò i segni sul viso e tacque con tutti di quell’insostenibile vergogna.

Lo amava, tanto.

Poi successe ancora, seguendo il medesimo schema: una discussione stupidamente accanita, una porta sbattuta e quell’ombra incombente, quelle mani che la spingevano forte, giù sul letto e lei sempre a rialzarsi, pronta a combattere ancora, nonostante l’evidente disparità di forze o, forse, proprio a causa di quella disparità.

Solo che, quella volta, era incinta del loro primo figlio e, a un certo punto, sentì uno strappo forte nel ventre, così si arrese senza condizioni.

Voleva andarsene, faceva le valige e lui chiedeva scusa, scusa, scusa, scusa, implorando il perdono come un bambino indifeso che diventa cattivo quando non trova altri argomenti per avere ragione ed  ha bisogno, per vivere, della sua mamma troppo indulgente.

Furono ore dure, ma, alla fine, la donna rimase per fare quel figlio con lui.

Lo amava tanto, ancora.

Con il bambino piccolo fatica e stanchezza si moltiplicavano, lei era sempre meno disponibile e lui si arrabbiava con più facilità, con il figlio e con lei.  Spesso aveva le braccia segnate perché le alzava, scudo di carne, a proteggere la carne della sua carne.

E c’erano le parole, tutte quelle parole, sempre, dovunque, in presenza di estranei e di parenti: zitta cretina, hai un brutto carattere, sei un cesso di madre, stai muta idiota, che cazzo fai, questa casa fa schifo, hai sbagliato, sbagli sempre tutto, tu.

Poi le chiedeva scusa, le lasciava bigliettini d’amore, le portava fiori e promesse.

Un bel giorno, o era brutto – non so, lei non se lo ricorda – reagì: lo artigliò selvaggiamente sotto le ascelle, lasciando lunghi solchi sanguinanti che lui rimase a fissare incredulo.

Non farlo mai più, altrimenti te le faccio pagare tutte.

Lui vide quello sguardo feroce e smise.

Smise perchè aveva troppo da perdere, senza sapere che aveva già perduto.

Sono anni che non accade più, ma, nel frattempo, quell’amore è morto.

E’ stata una cosa silenziosa e lenta, lei si è guardata dentro al cuore e ha trovato un cadavere ancora palpitante, ha cercato di rianimarlo, con ogni mezzo, ma non c’era più nulla da fare.

Era morto ammazzato, irrimediabilmente.

Bisognava dargli sepoltura.

Non uccidete, uomini, i sogni delle donne, benché talora vi sembrino incomprensibili o infantili, sono proprio quei sogni, come fiammelle, a riscaldarvi senza risparmio, a curarvi anima e corpo, a tenervi la mano se avete paura, a consolarvi di ogni avversità.

Se li spegnete rimarrete al gelo e resterà soltanto il buio a farvi compagnia.

farfalla-viola

la foto in alto è di Mario Giacomelli, della serie “Favola”.



pensierino della notte

29 Dicembre 2008

se cucini a lungo e con passione puoi trovarti alla sera piena di tagli e scottature sebbene non ricordi più dove li hai fatti.

un pò come quando vivi intensamente: restano i segni e non sempre la memoria.

e adesso, spenta d’un soffio la candela,  che giunga il sonno, viola e pesante alle palpebre.

la deliziosa serie fotografica “Maid’s evening” è di Jan Saudek.